Moto davanti all’insegna della Strada della Forra a Tremosine

Strada della Forra in moto: 6 km dentro la roccia

La Strada della Forra in moto non è una semplice deviazione panoramica sul Lago di Garda. È un ingresso nella montagna.

Lascia la Gardesana Occidentale e comincia a salire verso Tremosine. All’inizio concede ancora qualche apertura sul lago. Poi la roccia si stringe, la luce cambia e il torrente Brasa prende il posto del panorama.

Il tratto più celebre misura circa sei chilometri. Sulla carta sembra poco. In sella, invece, racchiude gallerie, curve strette e pareti verticali. È una strada breve, ma con una personalità enorme.

Secondo la tradizione locale, Winston Churchill la definì «l’ottava meraviglia del mondo». Ma la curiosità più sorprendente è nascosta nella sua costruzione: il progetto deviò il torrente Brasa dentro una galleria artificiale, permettendo alla strada di occupare parte del suo antico alveo.

In alcuni dei passaggi più spettacolari, quindi, non stai semplicemente costeggiando l’acqua: stai guidando proprio dove un tempo scorreva il torrente.

Mettiamo il casco. Partiamo.

Strada della Forra: scheda rapida

Dove si trovaComune di Tremosine sul Garda (BS), sulla sponda occidentale del Lago di Garda
StradaSP38 Tremosine–Tignale, conosciuta come Strada della Forra
Tratto iconicoCirca 6 km, dall’innesto con la SS45bis Gardesana Occidentale, in località Porto di Tremosine, fino a Pieve di Tremosine
Dislivello indicativoDa circa 65 m s.l.m., a Porto di Tremosine, a circa 423 m s.l.m., a Pieve di Tremosine
Direzione obbligataSenso di Marcia obbligatorio in salita nel tratto iniziale, dalla SS45bis Gardesana verso Pieve di Tremosine
Rientro ad anelloDa Pieve si prosegue verso Vesio e si imbocca la SP115 in direzione Limone sul Garda, dove si ritorna sulla SS45bis Gardesana Occidentale
FondoAsfalto; carreggiata stretta, gallerie e possibili tratti umidi nella forra
Aggiornamento viabilitàInformazioni verificate il 2 settembre 2026

Dove si trova e come imboccarla

La Strada della Forra si trova sulla sponda occidentale del Lago di Garda, nel territorio di Tremosine sul Garda. Il suo accesso classico parte dalla SS45bis, la Gardesana Occidentale, in località Porto di Tremosine.

Arrivando dal lago bisogna seguire le indicazioni per Tremosine. Qui inizia la SP38 e la salita entra progressivamente nella valle del Brasa.

Cartello della SP38, la strada provinciale che attraversa la Forra di Tremosine

L’accesso è comunque difficile da confondere. La SP38 comincia entrando in una galleria che sale dentro la montagna. Sul muro di contenimento compare una grande scritta metallica color ruggine: “Strada della Forra”. Poco distante, il cartello turistico annuncia l’ingresso nel territorio di Tremosine sul Garda.

Per individuare con precisione la svolta si può cercare su Google Maps “Strada della Forra – Punto di partenza”. Il navigatore conduce direttamente all’imbocco della galleria.

Mappa dell’itenerario ad anello

Una volta raggiunta Pieve di Tremosine, non si torna indietro lungo la Strada della Forra: il tratto iniziale, infatti, è percorribile soltanto in salita. Per completare l’itinerario ad anello si prosegue verso Vesio e si imbocca la SP115 in direzione di Limone sul Garda. Raggiunta nuovamente la SS45bis Gardesana Occidentale, si può continuare verso nord oppure tornare al punto di partenza, in località Porto di Tremosine.

Nella mappa trovi il percorso ad anello completo: Porto di Tremosine → Strada della Forra → Pieve → Vesio → Limone sul Garda → SS45bis Gardesana Occidentale → Porto di Tremosine.

Sei chilometri che cambiano continuamente

L’inizio della salita conserva il respiro aperto del Garda. La strada si arrampica sul fianco della montagna e lascia intravedere l’acqua tra la vegetazione.

Poi l’ambiente cambia. Le pareti si avvicinano. Le gallerie assorbono la luce e il rumore del motore rimbalza sulla roccia. In alcuni passaggi non sembra più di costeggiare la montagna. Sembra di attraversarla.

Il punto più intenso arriva quando la strada segue la gola scavata dal torrente Brasa. L’acqua ha aperto il varco nei secoli. L’ingegno umano vi ha inserito ponticelli, curve e gallerie senza cancellarne la forma.

Passaggio scavato nella roccia lungo la Strada della Forra in moto.

È questo contrasto a rendere la Forra memorabile. Non offre soltanto un bel panorama. Mette insieme acqua, roccia, giochi di luce e ombra, vegetazione e un nastro d’asfalto che sembra aprirsi un varco, metro dopo metro.

Sei chilometri possono scorrere in pochi minuti, ma sarebbe un errore attraversarli di fretta. La Forra va assaporata lentamente, fermandosi soltanto negli spazi in cui la sosta è consentita e la moto può rimanere completamente fuori dalla traiettoria. È lì che si può lasciare andare lo sguardo, ammirare il paesaggio e raccogliere qualche immagine da portare con sé.

Perché in moto è diversa

In moto la strada si percepisce senza filtri. Si avverte l’umidità della gola, il fresco improvviso delle gallerie e la vicinanza delle pareti.

La Forra, però, non è un parco giochi per pieghe. La carreggiata è stretta e la visibilità cambia rapidamente. Possono esserci acqua, foglie o piccoli detriti.

Il senso unico in salita riduce gli incroci nel tratto più delicato, ma non autorizza distrazioni. Restano possibili biciclette, veicoli lenti e arresti improvvisi.

La velocità qui non aggiunge nulla. Anzi, porta via proprio ciò che rende speciale il percorso: il tempo di sentire la montagna chiudersi intorno alla strada.

Una strada nata per rompere l’isolamento

Prima del Novecento l’altopiano di Tremosine era collegato al lago da sentieri ripidi. Merci come legna, carbone, olio e grano venivano trasportate a spalla o con sistemi di teleferiche.

La nuova strada fu progettata dal geologo e ingegnere Arturo Cozzaglio. Venne inaugurata il 18 maggio 1913. Il progetto sfruttò la gola del Brasa e, in alcuni punti, modificò persino il rapporto tra acqua e carreggiata.

Una delle soluzioni più ingegnose fu deviare il torrente in una galleria artificiale. La strada poté così occupare parte del suo antico alveo. Quello che oggi percorriamo per piacere nacque come infrastruttura essenziale per la comunità.

Anche per questo la Forra non è soltanto scenografia. È una strada che racconta l’ostinazione di un territorio rimasto a lungo sospeso sopra il lago.

Motociclista lungo la Strada della Forra tra le pareti rocciose di Tremosine.

Viabilità 2026: il senso unico è permanente

Le indicazioni ufficiali consultate il 2 settembre 2026 riportano che la Strada della Forra è aperta. Dal 13 marzo 2026 è in vigore il senso unico permanente in salita nel tratto compreso tra la Gardesana e il ristorante La Forra.

Il tratto superiore resta a doppio senso fino al semaforo. Sono inoltre previsti limiti per veicoli ingombranti. Autocaravan, rimorchi e mezzi oltre determinate dimensioni non possono transitare nel tratto regolamentato.

La strada è stata interessata da una frana nel dicembre 2023 e da successivi lavori di consolidamento. La Provincia di Brescia ha annunciato ulteriori interventi in autunno 2026. Maltempo e rischio idrogeologico possono causare chiusure temporanee.

Prima di partire controlla sempre il sito ufficiale della Strada della Forra e gli aggiornamenti della Provincia di Brescia. Una guida online non sostituisce mai l’ordinanza presente sul posto.

Come affrontarla in sicurezza

  • Riduci la velocità prima dei passaggi stretti, non quando sei già dentro la curva.
  • Mantieni distanza dal veicolo che precede e considera eventuali arresti improvvisi.
  • Evita soste nelle gallerie, nella gola e nei punti senza spazio laterale.
  • Se vuoi fotografare, usa soltanto aree consentite e realmente sicure.
  • Controlla meteo e viabilità, soprattutto dopo piogge intense.

Dove fermarsi dopo la salita

Raggiunta Pieve, vale la pena spegnere il motore e affacciarsi sul Garda. Il borgo sorge su una terrazza naturale, circa 350 metri sopra il lago, e permette di capire il dislivello appena superato.

Da qui si può proseguire verso Vesio e attraversare l’altopiano di Tremosine. Il rientro verso Limone Del Garda trasforma la Forra in una tappa di un piccolo anello, invece che in una strada da percorrere avanti e indietro.

Se hai più tempo, Tremosine merita una sosta vera. La strada attira l’attenzione, ma il territorio non finisce al suo ultimo tornante.

Vale davvero il viaggio?

Sì, ma non per le classifiche. Poco importa che qualcuno la definisca la strada più bella del mondo o l’ottava meraviglia.

La Strada della Forra vale perché in soli sei chilometri cambia più volte volto. Parte dal lago, si aggrappa alla parete e infine scompare dentro la gola.

È corta. È stretta. Richiede attenzione. Eppure, quando la montagna si richiude sopra il casco, quei sei chilometri diventano un viaggio completo.

Hai già percorso la Strada della Forra in moto? Raccontaci nei commenti quale passaggio ti è rimasto più impresso. Se invece stai programmando il viaggio, salva questa guida per il tuo prossimo itinerario sul Lago di Garda.

Per continuare a viaggiare con Teste di Casco, seguici su Instagram, Facebook e TikTok: troverai nuovi itinerari, strade panoramiche e idee per le tue prossime avventure in moto.

Se ti è piaciuto condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Torna in alto
Verificato da MonsterInsights