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Ottovolante svizzero: i 5 passi più spettacolari delle Alpi

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Scopri l’Ottovolante svizzero, il celebre circuito di cinque passi alpini che ogni motociclista sogna di percorrere. Curve strette, panorami mozzafiato e strade leggendarie tra Uri, Berna e il Ticino ti aspettano.

L’Ottovolante svizzero è uno dei percorsi più iconici per i motociclisti in Europa, un vero e proprio circuito di cinque passi alpini che si snoda tra le valli di Uri, Berna e il Ticino. Questo itinerario è diventato celebre per la combinazione unica di panorami mozzafiato e strade leggendarie che richiamano appassionati da tutto il continente.

L’obiettivo del percorso è semplice ma ambizioso: attraversare i cinque passi principali — Susten, Grimsel, Nufenen, Gotthard e Furka — vivendo in poche decine di chilometri l’emozione di salite e discese continue, curve adrenaliniche e paesaggi alpini spettacolari.

“Ottovolante” è la forma ad “otto” che il circuito dei passi assume sulla cartina, ma anche la fantastica sensazione di giostra che accompagna il motociclista lungo tutto il percorso: continui saliscendi, curve e tornanti incredibili che evocano il movimento tipico delle attrazioni da parco, rendendo questo itinerario unico nel suo genere

Come raggiungere l’Ottovolante svizzero: il percorso perfetto passando dall’Oberalp Pass

L’Ottovolante svizzero si trova nel cuore delle Alpi centrali, tra le Alpi Bernesi e Lepontine, in un’area che unisce i cantoni di Berna, Uri, Vallese e Ticino. È un itinerario alpino che si snoda tra valli glaciali, laghi di montagna e cime che superano i 2.400 metri, offrendo panorami tra i più spettacolari d’Europa. Le strade che lo compongono si intrecciano tra tornanti e saliscendi continui, disegnando sulla mappa la caratteristica forma di un otto.

Questo celebre circuito può essere affrontato in più direzioni: in senso orario, antiorario o partendo da uno qualunque dei suoi passi. Per chi arriva dall’Italia, l’accesso più classico all’Ottovolante svizzero è quello che sale dal Passo del Sempione, diretto e scenografico.

Accanto a questo, esiste però un’alternativa meno battuta ma altrettanto affascinante, che permette di avvicinarsi al circuito in modo più graduale e immersivo: l’ingresso dal Ticino, passando per Bellinzona. È un accesso che prepara progressivamente alla dimensione alpina dell’Ottovolante, accompagnando il motociclista verso il cuore delle Alpi centrali.

Da Bellinzona si risale la Valle di Blenio, una valle ampia e luminosa, da cui, salendo fino a quota 1.915 m, si raggiunge il Passo del Lucomagno: non è tra i valichi alpini più famosi, ma le curve ampie e il traffico tranquillo della cantonale H416 lo trasformano in una vera goduria per chi viaggia in moto.

Si trata di un tracciato antico, percorso da secoli. Addirittura l’imperatore Federico Barbarossa lo scelse più volte per attraversare le Alpi. È la porta d’accesso a un mondo di bellezza selvaggia e autentica, dove in cima, il lago di Santa Maria, artificiale ma di sorprendente fascino, aggiunge un tocco scenografico al paesaggio.

La H416 del Lucomagno raggiunge Disentis, dove incontra la strada 19. Da qui si scorre tra paesaggi d’alta quota in una sequenza di tornanti che scalano la vetta, su entrambi i versanti, regalando a ogni curva una prospettiva diversa.

Seguendo questo tracciato si oltrepassa l’Oberalppass, a 2.046 m, al confine tra i cantoni di Uri e Grigioni. È qui che si incontra il celebre Faro Rosso, un’installazione del 2010 che replica il faro posto alla foce del Reno: un simbolo che ricorda il legame tra la sorgente e la destinazione, perché è proprio qui che nasce il fiume Reno.

Superato l’Oberalp, la strada scende dolcemente fino ad Andermatt, il cuore pulsante dell’Ottovolante svizzero, punto di partenza ideale per affrontare l’intero circuito dei grandi passi alpini.

Documenti e regole da conoscere per affrontare l’Ottovolante svizzero in moto

 

Prima di affrontare i passi dell’Ottovolante svizzero vale la pena chiarire un punto importante: viaggiare in moto in Svizzera è semplice. Non servono documenti particolari, non ci sono procedure complicate e, nella maggior parte dei casi, si attraversa il confine senza nemmeno fermarsi.

 

Anche se la Svizzera non fa parte dell’Unione Europea, per chi arriva dall’Italia le differenze pratiche sono minime. L’unica vera attenzione da avere riguarda alcune regole di circolazione e, soprattutto, la vignetta autostradale.Per entrare in Svizzera in moto è sufficiente avere con sé i documenti che useresti per qualsiasi viaggio europeo:

Una precisazione importante riguarda il documento d’identità: dal 3 agosto 2026 le carte d’identità cartacee italiane non saranno più valide per l’espatrio, anche se riportano una data di scadenza successiva. Per viaggiare in Svizzera sarà quindi necessario essere in possesso della Carta d’Identità Elettronica (CIE).

Nella pratica, il passaggio di frontiera è spesso fluido e non prevede controlli sistematici, ma come sempre è bene avere tutto in regola prima di partire. Se c’è un aspetto che distingue davvero il viaggiare in moto in Svizzera rispetto all’Italia, è la vignetta autostradale.

In Svizzera per utilizzare autostrade e semiautostrade è obbligatoria la vignetta, che costa circa 40 franchi svizzeri e ha validità di 14 mesi (dal 1° dicembre dell’anno precedente al 31 gennaio dell’anno successivo).

Anche se l’Ottovolante svizzero si percorre interamente su strade di montagna dove la vignetta non è richiesta, è fortemente consigliato acquistarla. Infatti, anche programmando di viaggiare solo su strade secondarie, può capitare facilmente di imboccare per errore un tratto di autostrada o di semiautostrada e ritrovarsi a dover pagare una multa salatissima. Per questo motivo è meglio munirsi della vignetta in anticipo, così da essere coperti.

 

La vignetta può essere acquistata in diversi modi:

    • direttamente online, tramite il portale ufficiale svizzero, dove è disponibile la e-vignette digitale, collegata alla targa del veicolo e senza bisogno di adesivi fisici: la trovi qui ➤  via.admin.ch/shop

 

in Svizzera, presso uffici postali, stazioni di servizio o uffici doganali al confine

Regole di guida in Svizzera: poche, ma da rispettare

 

Guidare in Svizzera è un piacere, le strade sono curate e il traffico è generalmente ordinato, ma le regole vengono applicate con grande rigore. Non è il posto giusto per distrazioni o leggerezze, soprattutto se si viaggia in moto.

 

I limiti di velocità standard sono ben segnalati e vanno rispettati:

  • 50 km/h nei centri abitati
  • 80 km/h sulle strade extraurbane
  • 100 km/h sulle strade principali
  • 120 km/h in autostrada

 

 Nei piccoli paesi, soprattutto nelle zone turistiche e di montagna, sono molto diffuse le zone 30 e, in alcuni casi, anche le zone 20. Non sono simboliche: vanno rispettate scrupolosamente, gli autovelox non perdonano. Equipaggiamento obbligatorio e consigliato per i motociclistiPer quanto riguarda la sicurezza, la Svizzera richiede soltanto l’uso del casco omologato obbligatorio per conducente e passeggero.Non sono obbligatori per legge, ma fortemente consigliati, i guanti da moto, il kit di pronto soccorso, il gilet ad alta visibilità e il triangolo d’emergenza.

Infine, esattamente come in Italia, ci sono queste altre regolette fondamentali da tenere sempre a mente, ovvero limite alcolemico di 0,5 g/l, applicato con grande severità e luci anabbaglianti sempre accese, anche di giorno.

I 5 passi dell’Ottovolante svizzero: un circuito da vivere in moto

Fatte le dovute precisazioni su documenti e regole per entrare e viaggiare in Svizzera entriamo nel cure dell’ottovolante svizzero.

Dopo l’avvicinamento attraverso l’Oberalp Pass e l’arrivo ad Andermatt, il cuore dell’Ottovolante svizzero si apre con cinque passi alpini leggendari. Un susseguirsi di curve, saliscendi, panorami spettacolari e strade perfette, da rappresentare un sogno per ogni tipo motociclista. Dalle naked sportive alle adventure, dalle custom alle sportive stradali, ognuno troverà la sua giostra… Ogni passo ha una personalità unica e regala sorprese ad ogni curva.

Susten Pass (2.224 m), la porta d’ingresso dell’Ottovolante

Il Susten Pass, in questo itinerario è il primo incontro con l’Ottovolante svizzero e fa subito capire che qui la montagna non scherza. La Strada principale 11 sale morbida ma decisa, con carreggiata ampia, asfalto perfetto e una sequenza di curve che invita a trovare il proprio ritmo senza fretta. È un passo che si lascia guidare, ideale per entrare in sintonia con la moto e con l’altitudine.

Tornanti del Susten Pass sulla strada 11 percorsa in moto

Salendo dal versante di Uri, il panorama si apre progressivamente fino a regalare viste spettacolari sul Ghiacciaio dello Stein , Stein Glacier. Tunnel scavati nella roccia, ponti sospesi e pareti verticali accompagnano la salita, rendendo la guida varia e mai monotona. È uno di quei passi che piacciono a tutti: fluido per chi ama scorrere, tecnico quanto basta per chi cerca coinvolgimento.

Da non perdere: il Ponte del Diavolo (Teufelsbrücke)
Poco dopo Andermatt, prima di affrontare seriamente la salita, vale la pena fermarsi al Ponte del Diavolo, uno dei luoghi più iconici della regione. Qui la gola della Schöllenen si stringe, il fiume Reuss ruggisce sotto i piedi e la strada sembra sospesa nel vuoto. È una sosta breve, ma potente: un posto che racconta la durezza di queste montagne e il coraggio di chi le ha attraversate nei secoli.

 

Puoi vedere il Ponte del Diavolo sul nostro post Instagram​ 👈​

Grimsel Pass (2.164 m), tra laghi alpini e storie di montagna

Proseguendo verso ovest si incontra il Grimsel Pass, un passo che collega Haslital (la valle di Hasli) con la valle del Rodano, attraversando le Alpi Bernesi. Si tratta di una delle gemme più affascinanti dell’Ottovolante svizzero, dove la strada si snoda tra laghi sovrapposti, dighe imponenti e vette granitiche.La strada che porta alla sommità è ampia e ben mantenuta, con un’ascesa che alterna tornanti morbidi a tratti panoramici dove l’acqua dei bacini artificiali affianca il tracciato e riflette il cielo come uno specchio. Il Räterichsbodensee (Lago di  Räterichsboden) e il Grimselsee (Lago di Grimsel),  due grandi laghi formati da due dighe sovrapposte, si susseguono come gioielli incastonati tra le montagne, mostrando sfumature di turchese e argento che cambiano con la luce del gioSulla vetta si incontra un terzo lago, il Totesee: un piccolo piccolo specchio d’acqua naturale e, che rimane sospeso tra cielo e vette come un testimone silenzioso della maestosità alpina.

 

Dal punto di vista del motociclista, il Grimsel è un passo che combina fluidità di percorrenza e panorami memorabili: curve ampie e ben visibili, asfalto compatto e continui cambi di prospettiva fanno di ogni chilometro un’esperienza. La guida qui è un dialogo con la montagna, dove lo sguardo si perde tra acqua, luce e roccia mentre la strada scorre sotto le ruote.

 

Dal versante opposto della salita, la discesa verso sud presenta curve più decise e scenari più aspri, con panorami aperti sulle vallate profonde e, spesso, la vista dello storico treno a vapore che si dirige verso il Furka Pass. La doppia anima del Grimsel, acqua e roccia, calma e sfida, lo rende un passo completo, dove la guida in moto è un’esperienza tanto tecnica quanto visivamente gratificante.

Grimsel Hospiz, storia e rifugio alpino

 

Appoggiato sulle sponde del Grimselsee, il Grimsel Hospiz è più di un semplice hotel di montagna: è un pezzo di storia che affonda le radici nel Medioevo, quando i viaggiatori, i commercianti e i pastori cercavano riparo in queste zone impervie. Nel corso dei secoli il luogo si è trasformato più volte e, con la costruzione delle dighe nel XX secolo, è stato ricostruito e ampliato.

 

Nel 1932 la nuova costruzione fece scalpore perché fu il primo hotel in Europa dotato di riscaldamento elettrico, una vera rivoluzione tecnologica per l’epoca. Oggi l’Hospiz dopo una ristrutturazione profonda tra il 2008 e il 2010, è un un elegante rifugio alpino, adeguato alle esigenze moderne, che mantiene però intatto il suo fascino storico.  Passo della Novena (Nufenen Pass), il gigante silenzioso

 

Il Passo della Novena (Nufenen Pass), con i suoi 2.478 metri, è il valico asfaltato più alto dell’intero Ottovolante svizzero.Rispetto ad altri valichi più “fotogenici”, l’arrivo al Nufenen può sembrare più asciutto, meno ricco di sorprese visive immediate. Tuttavia, salendo si percepisce la sua imponenza: le salite regolari, con curve ampie e continue, si aprono su un paesaggio vasto che regala prospettive sulle catene montuose circostanti e sull’imponente Ghiacciaio del Gries, che domina la valle con la sua massa di ghiaccio millenaria.

 


ocArtello del passo della Novena sull'Ottovolante svizzero

 

È sicuramente un passo più tranquillo rispetto ai celebri “colleghi” svizzeri, ma proprio questa caratteristica diventa un vantaggio: il luogo ideale per concedersi una pausa, assaporare il vero ritmo e il silenzio della montagna, e prendere fiato prima di affrontare gli altri grandi protagonisti dell’Ottovolante svizzero.

 

Passo del San Gottardo: il cuore storico dell’Ottovolante svizzera

Il Passo del San Gottardo (Gotthardpass), a 2.106 metri di altitudine, è probabilmente il valico più storico e simbolico dell’intero Ottovolante svizzero. Non è il più alto né il più estremo, ma è quello che racconta di più. Qui non stai solo attraversando una montagna: stai percorrendo una delle vie alpine più importanti d’Europa, collegamento strategico tra Nord e Sud sin dal Medioevo.Salendo verso la sommità si percepisce subito la differenza. La strada moderna è scorrevole, ben asfaltata, con curve ampie e ritmo regolare. Ma il vero fascino del Gottardo si svela quando si devia sulla Tremola, l’antica strada lastricata in pietra che si arrampica con una sequenza fitta di tornanti stretti e ravvicinati. Guidarla significa entrare in una dimensione quasi d’altri tempi: il fondo in pavé richiede attenzione e delicatezza, soprattutto in moto, ma regala un’esperienza autentica, ruvida, indimenticabile. Raccontiamo del Passo del San Gottardo in questo reel su Instagram.In cima, il paesaggio è più morbido rispetto ad altri passi: laghetti, ampi pianori, edifici in pietra e un piccolo nucleo di costruzioni che raccontano secoli di passaggi, commerci, eserciti, viaggiatori. È un luogo che ha visto transitare imperatori, mercanti, pellegrini e oggi motociclisti di tutta Europa.


passo del san gottardo - ottovolante svizzero

Per chi viaggia su due ruote, il Gottardo è una tappa quasi rituale. Non colpisce solo per il panorama, ma per ciò che rappresenta: un ponte tra culture, tra lingue, tra mondi diversi. Percorrerlo significa toccare con mano la storia delle Alpi e ricordarsi che ogni passo non è solo una strada da guidare, ma una soglia da attraversare.
 

Furka Pass: mitologia, ghiaccio e curve senza fine

Il Furka Pass, che raggiunge quota 2.429 metri di altitudine e uno dei passi più iconici e celebrati dell’intero ottovolante svizzero più di ogni altro valico qui la strada diventa leggenda: come vertiginosi panoramiche si aprono come quadri ipnotici e un’atmosfera che sembra sospesa tra cinema natura e storia


Per chi viaggia in moto, la strada che collega Andermatt al Goms vallesano regala una combinazione perfetta di ritmo e visione: tornanti scolpiti nella roccia, asfalto compatto e punti panoramici incredibili.

Il Furka è diventato celebre anche grazie al mondo del cinema. Una delle scene di inseguimento del film Goldfinger della saga di James Bond, interpretata da Sean Connery, è girata su un tratto di questa strada, oggi segnalato come “James Bond Strasse” con un punto panoramico dove fermarsi e fare foto ricordo. Lo spezzone del film girato al Furka pass puoi vederlo >> qui: James Bound Golfinger 1965 Furkapass

Il paesaggio qui è puro e ampio: a nord‑est si apre la valle dell’Urserental, con le acque che si dirigono verso il Reno, mentre a sud‑ovest la regione si stende verso il Vallese, dove il Rodano nasce dal ghiacciaio omonimo proprio ai piedi del passo.Hotel Belvédère e Ghiacciaio del RodanoNon lontano dalla cima, sul versante vallesano, si trova l’Hotel Belvédère, probabilmente l’albergo di valico più famoso al mondo. Costruito nel 1882 dagli albergatori Seiler fu posto in un importante tornante della nuova strada del Furka, con la migliore vista sulle Alpi vallesane e bernesi e, soprattutto, nelle immediate vicinanze del ghiacciaio del Rodano, l’attrazione principale.

Da decenni simbolo del passo, negli ultimi anni ha chiuso i battenti, ma resta uno dei luoghi più “instagrammabili” delle Alpi.
Furka Pass: mitologia, ghiaccio e curve senza fine


hotel belvedere passo della furka ottovolante svizzero
Qui si apre la possibilità di raggiungere a piedi il Ghiacciaio del Rodano e di vivere l’avventura di attraversarlo dall’interno. Accano al parcheggio dell’hotel parte una breve traccia che scende verso la lingua del Rhone Glacier Ice Grotto. Bastano pochi minuti a piedi, percorribili da chiunque, non è necessaria attrezzatura particolare, per cambiare dimensione: l’asfalto lascia spazio al respiro freddo del ghiaccio vivo.

 
Il sentiero è libero e si percorre in autonomia, mentre l’ingresso alla grotta scavata nel ghiacciaio richiede un biglietto di circa €10.  I periodo di apertura va da maggio a ottobre, con un orario tipico (soggetto a variazioni stagionali)  dalle 10:00 alle 16:00. Una passerella di legno accompagna all’interno per circa mezz’ora, dentro pareti compatte dalle tonalità blu irreali. Il ghiaccio si muove lentamente e la galleria viene nuovamente scavata e rimodellata ogni anno per restare visitabile.

Visitare questa parte del ghiacciaio è un’esperienza potente, soprattutto se si pensa che molti studiosi prevedono che questo ghiacciaio potrebbe scomparire entro la fine del secolo.
 

La mappa dell’Ottovolante svizzero

 Qui sotto trovi la mappa dell’itinerario dell’Ottovolante svizzero così come lo abbiamo percorso noi.

Se stai consultando questo articolo durante i mesi invernali, potresti non visualizzare il tracciato completo: quando i passi alpini sono chiusi per neve, Google Maps non consente di generare o mostrare l’itinerario su quelle strade.

La mappa tornerà pienamente navigabile non appena i valichi riapriranno al traffico nella stagione primaverile.

Dove abbiamo dormito lungo l’Ottovolante svizzero

L’intero tracciato dell’Ottovolante svizzero può essere percorso in una sola giornata, Noi Teste di Casco , per organizzare al meglio il viaggio, abbiamo prenotato due notti in due hotel strategici.

Arrivati in Svizzera, dopo aver affrontato il Passo del Lucomagno e l’Oberalppass, abbiamo trascorso la prima notte a Wassen, all’Hotel Krone – Wassen. La struttura offre parcheggio privato gratuito, camere con angolo cucina e Wi‑Fi incluso, comodo per riposare prima di affrontare l’intero percorso dell’Ottovolante il giorno successivo, così come lo abbiamo descritto.

Dopo aver completato il circuito dei grandi passi alpini, la notte conclusiva del nostro viaggio è stata a Brig, al Good Night Inn – Brig. Qui abbiamo trovato parcheggio privato gratuito, colazione inclusa e camere confortevoli a prezzi contenuti, perfette per ricaricare le energie dopo una lunga giornata di curve e panorami spettacolari. La nostra scelta è caduta su Brig come tappa finale perché, il giorno successivo, ci siamo diretti in Francia per affrontare la Route des Grandes Alpes, una delle strade alpine più iconiche.

Entrambi gli hotel offrivano cancellazione gratuita fino a circa una settimana prima della data di arrivo, un vantaggio importante per chi viaggia con la moto e vuole mantenere flessibilità nel proprio itinerario. Inoltre, abbiamo scelto queste due strutture perché rappresentavano le opzioni con costi contenuti nella regione, dove le notti in Svizzera sono generalmente molto più care.

Prima di togliere il casco…

 Questa è stata la nostra personale interpretazione dell’Ottovolante svizzero, un viaggio pensato e vissuto da sud verso nord, attraversando il Passo del Lucomagno e l’Oberalp Pass, una splendida introduzione che ha preparato lo spirito e la vista all’avventura vera e propria. Abbiamo deciso di percorrere per ultimo il Furka Pass, scendendo poi verso il Canton Vallese, perché la nostra direzione successiva ci portava sulle Alpi francesi, lungo la Route des Grandes Alpes.

Ovviamente, l’Ottovolante svizzero può essere affrontato in mille modi diversi: in senso orario o antiorario, partendo da qualsiasi dei suoi passi, adattando il percorso ai propri ritmi, alle soste desiderate e alle mete successive. Ciò che però resta è la grandiosità delle montagne, la bellezza dei paesaggi e l’emozione di ogni curva: sensazioni che colpiscono gli occhi, la mente e l’anima, e che continueranno a vivere a lungo nella memoria di chi ha scelto di percorrere queste strade leggendarie.

Se hai percorrerai l’Ottovolante svizzero seguendo le nostre indicazioni, lascia nei commenti la tua esperienza e i tuoi suggerimenti: saranno utili ad altri viaggiatori pronti a mettersi in sella. E non dimenticare di iscriverti alla newsletter per ricevere, raramente ma con cura, informazioni sui nuovi articoli e itinerari di Teste di Casco, e di seguirci sui social per scoprire tutte le nostre avventure, dai grandi viaggi alle piccole esplorazioni quotidiane.

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alleroL

Ho sempre scritto raccontando ciò che mi appassiona: dei cavalli prima dell'ippoterapia poi. Infine, riscopro la mia adolescenziale passione per le moto e nasce Teste di Casco. Inseguo solo ciò che mi appassiona!

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