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L’anello di Passo delle Crocelle
Luogo di partenza dell’itinerario in moto in Basilicata può essere, ovviamente, uno qualunque dei punti del tracciato. Tuttavia, da sempre sosteniamo che una via privilegiata di accesso alla Basilicata è costituita dalla SS7: la via Appia. L’antica strada consolare romana, che collega Roma a Brindisi, entra in Basilicata dal comune di Pescopagano, proseguendo con un percorso divinamente tortuoso verso Castelgrande, Muro Lucano e Ruoti. Nel descrivere questo giro in moto in Basilicata partiremo, dunque, da Muro Lucano, un borgo presepe per una partenza col botto! L’itinerario in moto è completamente su asfalto, quindi adatto a qualsiasi tipo di moto. In alcuni tratti il manto stradale può risultare non in perfette condizioni, mentre in altri si recupera alla grande con condizioni d’asfalto impeccabili, in misti che sfidano l’abilità nel raccordare le curve… e questo ci diverte!SS7 “Via Appia”: si parte da Muro Lucano
Partiamo, sull’anello del Passo delle Crocelle, affrontando il tratto di SS7 che da nord precede Muro Lucano. Le curve qui si susseguono chiuse, strette nella Sella di Conza, il valico che demarca il passaggio dall’Appennino Campano all’Appennino Lucano. Poi d’un tratto lo scenario si apre e il paesaggio si illumina. Lo stupore massimo arriva quando, a poche pieghe da Muro Lucano, dall’alto si scorge il borgo, con le sue case le case una aggrappata all’altra.
Muro Lucano ha origini antiche. I vicoli scoscesi, le piccole piazze, i palazzi gentilizi, gli archi, i portali e il castello medioevale costituiscono un patrimonio artistico-architettonico di notevole interesse. Ma quello che colpisce più d’ogni altra cosa è la peculiare struttura urbanistico-paesaggistica, che gli è valsa il nome di “borgo presepe”.
La sua disposizione a gradoni sullo sperone roccioso la rende un balcone sullo scenario naturalistico della valle del Marmo Platano. Infilarsi tra i suoi vicoli con la moto per arrivare al belvedere ed ammirare il panorama non ha prezzo!
Lungo la SS7 si scende giù, fra casette e tornanti, fino a valle. Qui il percorso inizia a farsi man mano meno tortuoso, anzi consente qualche allungo nella piana di Baragiano, fino a raggiungere le curve che risalgono a Ruoti.
Da Ruoti ad Avigliano sulla SP6 Appula
Dal ponte della fiumara di Ruoti “Mussolini” si comincia a salire tra i tornanti, su una SS7 che si fa stretta e serpeggiante. Attraversiamo Ruoti e percorriamo la via Appia, costeggiando l’abetina di Ruoti, custode dell’abete bianco, specie ormai rara, fino alla sua intersezione con la strada provinciale 6 in direzione di Avigliano.
Il catello di Lagopesole lungo SS 93
Riprendiamo l’anello del Passo delle Crocelle tornando sulla SP6 in direzione di San Nicola fino al punto in cui interseca la SS93. Al passaggio a livello di S. Nicola svoltiamo a sinistra. Le indicazioni purtroppo non aiutano… Iniziamo così a percorrere la SS93, un bel tracciato curvilineo ma un po’ malridotto a causa di qualche cedimento del piano stradale. Nel primo tratto bisogna fare attenzione ai molti accessi, ma solitamente la strada è poco trafficata. In meno di 20 minuti (14km) arriviamo a Lagopesole. Qui il castello di Federico II ci accoglie, imponente, sulla collina. Se avete tempo visitatelo perché merita. E ‘un luogo suggestivo, al cui interno è allestito un interessante museo multimediale. L’ingresso ha un costo di €2 (€3 con guida).
SP 219 e Strada Provinciale San Fele
Ai piedi del paese di Atella, un incrocio in direzione San Fele ci conduce sulla SP 381. Ne faremo un piccolo tratto, immettendoci sulla SP 219, la Vitalba – Ofantina: uno stradone largo che ci conduce rapidamente alla Strada Provinciale San Fele. Da qui si sale fino su al paese su una “pista”: 7 km di curvoni morbidi e puro divertimento!
Chiudiamo il giro in moto in Basilicata
Andiamo a riprendere la SP381 in direzione Muro Lucano. Ed è qui che incontriamo il Passo delle Crocelle. Il tracciato è tortuoso e man mano si fa sempre più ripido, finché, una serie tornanti, ci portano a quota 1136 m s.l.m.. E’ un luogo capace emozionare: le tracce umane sono scarse e Rionero e il Vulture si scorgono in lontananza. A parte la strada e un crocifisso sulla sommità di Monte Santa Croce (1407m s.l.m.), c’è solo il vento che lambisce i pensieri e se li poeta via. E’ in questi luoghi che la libertà ti accarezza…
Proseguendo si entra nel Bosco di Bella: un bosco superbo, costituito prevalentemente di maestosi cerri.
Volendo si potrebbe fare una sosta allo chalet Acqua Del Faggio per un barbecue (area attrezzata).
In questo tratto la 381 è in parte rovinata. Poi il bosco si dirada è d’improvviso si scorge, tra le montagne, la valle del Marmo Platano ed uno scorcio di Muro Lucano.
La 381 continua stringendosi e contorcendosi, in tornanti che lentamente ci riportano su fino alla SS7. Qui l’anello si chiude. E si potrebbe esser tentati di rifare il giro da capo!
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Buongiorno a tutti.
Sono di Foggia e mi piace molto la vostra Regione, da girare tutto l’anno in moto; in particolare in autunno/inverno.
Ho scoperto oggi questo bel blog e voglio farvi i miei complimenti; trasuda passione da tutti i pori per la moto e …..per la vostra terra.
In particolare, penso che questo itinerario da voi testato lo farò…..molto presto.
Grazie per le info e avanti così.
Un lampeggio
Grazie Ernesto, ci da molta soddisfazione il fatto che emerga la passione con cui viviamo la moto e che mettiamo nel nostro piccolo contributo di blogger. Speriamo di poter offrire tanti altri contenuti interessanti e soprattutto utili per gli appassionati…
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