Itinerario nell'interno della Sardegna in moto

Barbagia: esplorare l’interno della Sardegna in moto

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La Barbagia è una delle regioni più affascinanti e selvagge della Sardegna. Situata nel cuore dell’isola, tra montagne maestose, le sue strade sembrano essere state disegnate appositamente per i motociclisti. Lontana dalle rotte turistiche più battute, questa regione offre un’esperienza unica e autentica per chi desidera esplorare l’interno della Sardegna in moto.

In questo articolo vi guideremo lungo un percorso che parte dalla città di Nuoro e si snoda attraverso le montagne e i villaggi dell’interno, fino a raggiungere il pittoresco villaggio di Ulassai. Percorrendo un territorio fatto di paesaggi selvaggi, antiche tradizioni e accoglienza calorosa, questo viaggio vi farà innamorare della Barbagia e della sua bellezza incontaminata.

Le sue strade sinuose, ricche di curve e panorami spettacolari, rappresentano il sogno di ogni motociclista in cerca di emozioni e avventure. Siete pronti? Partiamo!

La Barbagia in moto

La Barbagia è una vasta regione montuosa situata nel cuore della Sardegna. Si caratterizza per un territorio aspro e variegato che si estende dai monti del Gennargentu fino alle valli del Tirso, nell’entroterra, e del Cedrino, che affaccia sul Golfo di Orosei.

interno della Sardegna in moto

Il nome “Barbagia” deriva dal latino “Barbaria”, utilizzato dai Romani per indicare una zona inaccessibile e mai completamente conquistata. Difatti, è in questo territorio che si incontrano le montagne più maestose della Sardegna, con il Gennargentu che rappresenta il massiccio montuoso più alto dell’isola, raggiungendo i 1.834 metri con Punta La Marmora.

Una delle curiosità più affascinanti della Barbagia riguarda il fatto che questa regione vanta alcuni dei villaggi più antichi della Sardegna, dove le tradizioni millenarie sono ancora vive e tangibili. La Barbagia è famosa per le sue feste popolari, i costumi tradizionali e i murales che decorano le strade di villaggi come Orgosolo, raccontando storie di resistenza e vita quotidiana.

È celebre per i suoi “tenores”, i cori polifonici che sono stati riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. E’ famosa per l’arte della lavorazione del legno e del ferro, oltre che per la produzione di formaggi prelibati come il pecorino sardo.

Esplorare la Barbagia in moto significa immergersi in un viaggio nel tempo e nella natura, attraverso strade che offrono panorami spettacolari e la possibilità di scoprire una Sardegna autentica e incontaminata. Da Nuoro, la capitale culturale della regione, fino ai piccoli villaggi come Fonni e Tonara, ogni tappa di questo itinerario regala emozioni uniche e indimenticabili.

L’itinerario nell’interno della Sardegna in moto

Questo itinerario lungo il territorio interno della Sardegna in moto e un tracciato impegnativo, che si snoda in un territorio tormentato. Tra le vette più alte della Sardegna non ci sono rettilinei e ci si ritrova a percorrere chilometri e chilometri di bellissime curve, su un asfalto pressoché perfetto, in uno scenario incredibilmente selvaggio.

Il paesaggio è immenso e mai uguale, come un grande mosaico in cui ci sono rilievi, pascoli, rocce, canyon, vallate, foreste, boscaglie.

Di tanto in tanto si incontrano isolati borghi, custodi di antiche tradizioni e culture, ma che hanno imparato l’arte dell’accoglienza. Attrazioni naturali, musei, murales e degustazioni enogastronomiche arricchiscono questo viaggio straordinario nell’interno della Sardegna in moto.

Il Percorso

Questo itinerario in moto è lungo circa 170km, il numero giusto di chilometri per non arrivare stremati a fine giornata. Il tracciato è impegnativo perchè le curve non lasciano sosta. Dunque, le pause nei paesini diventano provvidenziali per prendere fiato. Potrebbe interessarti il nostro FREEBOOK sulle Strategie Vincenti per Pianificare i Tuoi Viaggi in Moto.

Con partenza da Nuoro, capoluogo di provincia del cuore della Sardegna, l’itinerario fa rotta verso sud. Le strade percorse, tappa dopo tappa, sono:

  • SS389ex + SP22 ➡️ Nuoro – Orgosolo: dopo aver esplorato Nuoro, città che offre numerose attrazioni che meritano una visita, percorri la SS389ex, una strada che attraversa il cuore della Barbagia Nuorese e che offre un mix perfetto di curve, salite e discese. Questo tragitto di circa 25 km si snoda attraverso un paesaggio prevalentemente montuoso e selvaggio, pressoché disabitato. Raggiungi Mamoiada e continua sulla SP22, che in 10 km di curve a gomito porta a Orgosolo, offrendo una guida emozionante.
  • SP48 + SP2 ➡️ Orgosolo – Fonni: uscendo da Orgosolo, prendi la SP48 in direzione di Fonni. La strada inizia con una serie di curve strette che ti portano immediatamente nel cuore della montagna. Lungo questo tratto, potrai ammirare la rigogliosa vegetazione tipica della Barbagia, con boschi di lecci e querce che si estendono a perdita d’occhio. Dopo circa 6 km, la SP48 si congiunge con la SP2. Segui le indicazioni per Fonni e continua su questa strada principale.
  • SS398 + SP128 ➡️ Fonni – Ovodda – Tonara: partendo da Fonni segui la SS389, che in prossimità del Lago di Gusana incontra la SS128 “Centrale Sarda”, famosa per le sue curve e i tornanti che offrono una guida avvincente e panorami spettacolari. Qui, le montagne si aprono su vallate profonde, offrendo scorci mozzafiato ad ogni curva.
  • SS295 ➡️ Tonara – Aritzo: 15 km separano Tonara da Aritzo, su un itinerario che porta ancora più in profondità nel cuore della Barbagia. Il tracciato, molto tecnico e impegnativo è immerso nel verde offrendo puro divertimento di guida.
  • SP8 + SS198 ➡️ Aritzo – Gairo: poco dopo Aritzo lascia la SS295 per immetterti sulla SP8, una provinciale fantastica, con curve incredibili e che dopo il villaggio di Gadoni si scatena in una sequenza di tornanti in discesa. Poi le curve si fanno più dolci e sinuose, snodandosi attraverso colline verdi e boschi fitti, fino ad arrivare a Seulo. La SP8 termina sulla SS198, dove il tracciato si fa strepitoso aprendosi su panorami montani spettacolari. Si prosegue attraverso Seui e Ussassai fino a Gairo.
  • SP 11 ➡️ Gairo – Ulassai: da Gairo, dove potrai entrare nel borgo abbandonato di Gairo Vecchio, fai un piccolo passo indietro: prendi la SP 11 che, scorrendo sul fianco della montagna, regala un bel panorama sulla valle e su Gairo Vecchio. In circa 7km raggiungerai l’ultima tappa di questo itinerario: Ulassai, un piccolo museo a cielo aperto.

La Mappa

TRACCIA GPX dell’itinerario dell’interno della Sardegna in moto.

Cosa vedere nel cuore della Sardegna

L’unica città che incontriamo in questo itinerario nell’interno della Sardegna in moto è Nuoro. La Barbagia è uno dei territori meno densamente popolati d’Europa. I centri urbani disseminati lungo il tracciato sono piccoli borghi di circa un migliaio di abitanti. Qui le tradizioni millenarie sono ancora vive e tangibili.

Piccoli centri sì, ma molto accoglienti, dove è piacevole immergersi per rallentare il ritmo, rilassarsi e scoprire una Sardegna autentica.

Nuoro, la “Atene sarda”

Nuoro, conosciuta come la “Atene sarda”, è una città ricca di storia e cultura, situata nel cuore della Sardegna. Capitale della provincia omonima, Nuoro è famosa per essere stata la culla di importanti figure della letteratura e dell’arte sarda, tra cui la scrittrice Grazia Deledda, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1926.

La città offre numerose attrazioni che meritano una visita prima di partire per il viaggio nell’intero della Sardegna in moto. Tra i punti di interesse principali:

  • Museo Etnografico Sardo: Uno dei musei più importanti dell’isola, che ospita una vasta collezione di oggetti legati alla cultura e alle tradizioni sarde.
  • Casa Museo di Grazia Deledda: L’abitazione della famosa scrittrice, trasformata in museo, offre un affascinante sguardo sulla sua vita e opera.
  • Cattedrale di Santa Maria della Neve: Situata nel centro storico, questa cattedrale rappresenta uno splendido esempio di architettura religiosa sarda.
  • Monte Ortobene: Una montagna che sovrasta Nuoro, ideale per una breve escursione e per godere di panorami mozzafiato sulla città e dintorni.

Mamoiada, il paese dei Mamuthones e degli Issohadores

Mamoiada è un luogo intriso di storia, cultura e tradizioni antiche, conosciuto soprattutto per le sue maschere tipiche, i Mamuthones e gli Issohadores.

interno della Sardegna in moto
Maschere sarde: gli Issohadores e i Mamuthones

Ecco alcune delle attrazioni principali che meritano una visita a Mamoiada:

  • Museo delle Maschere Mediterranee: trovi una vasta collezione di maschere tradizionali provenienti non solo da Mamoiada, ma anche da altre regioni del Mediterraneo. Inoltre il museo offre un viaggio attraverso i riti e le tradizioni legate al Carnevale di Mamoiada.
  • Cantina Giuseppe Sedilesu: Mamoiada è rinomata per la produzione del vino “Cannonau”. La cantina Giuseppe Sedilesu, una delle più celebri della zona, offre visite guidate e degustazioni.
  • Chiesa di Nostra Signora di Loreto: Situata nel centro storico del borgo, la Chiesa di Nostra Signora di Loreto è un esempio di architettura religiosa sarda.

Il borgo, circondato da montagne e boschi, offre numerose opportunità per gli amanti della natura e delle escursioni.

Orgosolo, la capitale dei murales

Arrivato a Orgosolo, sarai accolto da un villaggio che è un vero e proprio museo a cielo aperto. Ecco alcune delle attrazioni principali che non puoi perdere:

  • Murales di Orgosolo: Orgosolo è celebre per i suoi murales, che adornano le pareti di quasi ogni casa del villaggio. Questi dipinti murali raccontano storie di lotta politica, vita quotidiana e cultura sarda, e rappresentano una delle forme d’arte più distintive e affascinanti della Sardegna. Sono del tutto singolari… Passeggiare per le vie di Orgosolo ti permetterà di immergerti in queste opere d’arte uniche, scoprendo il significato e la storia dietro ciascun murale.
  • Museo del Banditismo: Questo museo offre uno spaccato sulla storia del banditismo in Sardegna, un fenomeno che ha segnato profondamente la Barbagia. Il museo espone fotografie, documenti e oggetti legati ai banditi più famosi della regione, offrendo un’interessante prospettiva sulla storia locale.
  • Chiesa di San Pietro: situata nel cuore del villaggio, questa chiesa è un esempio di architettura religiosa locale.

Fonni, il paese più alto della Sardegna

Arrivato a Fonni sarai accolto dall’atmosfera montana autentica del Gennargentu. Fonni è il centro più alto della Sardegna, situato a mille metri di altitudine, ed è il più importante della Barbagia di Ollolai, con i suoi quattromila abitanti.

In questo villaggio puoi vistare attrazioni come:

  • Chiesa di San Giovanni Battista: una chiesa storica, in stile tardogotico, situata nel centro del paese.
  • Basilica di Santa Maria dei Martiti: un complesso architettonico sacro considerato uno dei più illustri esempi d’arte barocca e rococò in Sardegna, affiancata dal convento francescano (1610) e dall’oratorio di san Michele (1760). È arricchita da affreschi, reliquiari d’argento e da un santuario sotterraneo.

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  • Murales di Fonni: come Orgosolo, anche Fonni ha una serie di murales che raccontano storie di vita quotidiana e tradizioni locali.
  • Centro Storico: per le stradine del centro storico, potrai scoprire l’architettura tradizionale, ovvero le casette di montagna coperte dalle scandulas, antiche tegole in legno, e i piccoli negozi artigianali.

Anche questa cittadina conserva gelosamente le sue tradizioni e le sue feste: Urthos e Buttudos sono le maschere tradizionali che sfilano a Carnevale. Tra le tradizioni culinarie è da menzionare la produzione dei pistokeddos, i tipici savoiardi sardi.

Questo paese è noto anche per essere un importante centro di sport invernali.

Da Ovodda a Seui: il cuore della Barbagia

Il tragitto da Ovodda a Seulo è un’avventura entusiasmante che attraversa il cuore della Barbagia. Questo percorso è caratterizzato da infinite curve su strade panoramiche immerse nel verde, paesaggi montuosi , verdi vallate e numerose attrazioni naturali e culturali.

Si incontrano villaggi dall’atmosfera autentica e tranquilla, ognuno custode delle proprie antiche tradizioni. Luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato, dove i centri storici ruotano intorno alla chiesa principale e le casette di pietra restituiscono una dimensione umana e accogliente del vivere.

Nell’ordine, lungo il tracciato, si attraversano i paesi principali di Ovodda, Tonara, Aritzo e Seui. In questi piccoli centri puoi passeggiare negli stretti vicoli che portano alla chiesa madre e ammirare le botteghe artigiane. Molti di essi sono decorati con murales che rappresentano scene della vita quotidiana e della storia locale.

Non mancare di assaggiare le specialità locali, come il torrone di Tonara, o di visitare qualche piccolo museo per scoprire la storia, la cultura e la natura del Gennargentu. Ne sono esempi il Museo dell’Acqua a Tiana, il Museo della Montagna Sarda e del Gennargentu di Aritzo, i palazzi padronali, come Casa Porri a Tonara o Casa Devilla ad Aritzo, che ospitano musei etnografici, e le Carceri Spagnole di Aritzo e Seui, che per trecento anni sono state simbolo dell’amministrazione della giustizia nella Barbagia.

Lungo il percorso attraverserai il ponte sul fiume Flumendosa, il più alto della Sardegna e uno dei più alti d’Europa (alto120 metri e lungo più di 500 metri), che collega i due paesi di Gadoni (NU) e Seulo (CA). Al di sotto del ponte, puoi raggiungere, attraverso una sterrata, le Piscine Naturali di Arredelusu e Is Caddaias, in uno scenario paesaggistico selvaggio e spettacolare.

Raggiunta Ussassai si lascia la Barbagia e ci si addentra tra i tacchi dell’Ogliastra a concludere un itinerario nell’interno della Sardegna che vi lascerà un ricordo indelebile!

Gairo e Osini: i paesi fantasma

Questo territorio aspro e impenetrabile è anche il luogo dei paesi abbandonati. Ne potete visitare due a breve distanza: Osini Vecchio e Gairo Vecchio.

Quello di Gairo Vecchio è probabilmente il paese fantasma più famoso della Sardegna. Una strada asfaltata permette di raggiunge il centro dell’abitato con la moto. Poi si prosegue a piedi tra le sue stradine strette, tortuose e desolate, che conservano un fascino rimasto intatto nel tempo.

Anche Osini Vecchio, così come Gairo, fu abbandonato in seguito alla terribile alluvione del 1951, che provocò diverse frane e smottamenti. Osini, però, potrebbe passare inosservata, essendo immersa in una vegetazione che ha ormai da tempo ha preso residenza.

Anche qua il tempo si è fermato: muri diroccati, stradine lastricate e piccole case, sono una fotografia sbiadita degli anni ’50 di questa bellissima zona montuosa.

Gole della Scala di San Giorgio

Assolutamente consigliato è un un passaggio per i Passo di San Giorgio, o Scala di San Giorgio, uno straordinario monumento naturale, che si apre nelle rocce del Taccu di Osini.

Raggiunta la sommità di Osini “nuovo” ci si addentra, attraverso la strada di “Su Taccu”, all’interno di una stretta gola rocciosa. La leggenda narra che furono le preghiere di San Giorgio, stanco lungo il cammino, ad aprire un varco in quelle rocce impenetrabili… Riconosciuto monumento naturale nel 1994, la Scala di San Giorgio è una frattura nel bordo dell’altopiano, caratterizzata da irte pareti rocciose alte fino a 50m.

Un nastro d’asfalto permette di attraversare questo luogo misterioso e austero. Nel punto più alto, un viottolo tutto in salita, inframmezzato da gradini e coperto da lecci, permette di raggiungere la cima del “Taccu di Osini” dove il belvedere vi ripagherà della fatica.

Ulassai, il borgo museo

Ulassai, incastonato tra le montagne e le foreste, è un borgo ricco di arte e cultura. Famoso per le sue grotte e le opere d’arte contemporanea, Ulassai offre un’esperienza unica ai visitatori.

Tra i punti di interesse principali:

  • Centro Storico: passeggiando nei vicoli del borgo, oltre ad apprezzare il silenzio e la tranquillità, in un’atmosfera d’altri tempi, puoi ammirare le opere d’arte di Maria Lai, artista internazionale nata a Ulassai, che ha trasformato questo villaggio in un vero e proprio museo a cielo aperto.
  • Canyon Gola “Sa Tappara”: il trekking lungo questo percorso naturale si apre con un‘istallazione artistica intitolata “Cuore Mio” di Marcello Maloberti
Sardegna in moto
Istallazione artistica “Cuore Mio” di Marcello Maloberti a Ulassai
  • Grotte di “Su Marmuri”: Queste grotte sono tra le più grandi d’Europa e offrono uno spettacolo naturale impressionante.
  • Stazione dell’Arte: Un museo d’arte contemporanea dedicato all’artista Maria Lai.
  • Le cascate di Lecorci e di Lequarci: acque sotterranee sgorgano su pareti lisce dalle grotte di Su Marmuri. Il percorso delle acque si incrocia dando vita alle cascate di Lequarci, le maggiori dell’Isola, che compiono un salto di quasi cento metri con una larghezza 70m.

Infine…

Il viaggio in moto attraverso l’interno della Sardegna in moto, culminato con l’arrivo a Ulassai, è un’esperienza che va oltre la semplice esplorazione di una regione. È un viaggio immersivo che permette di scoprire la vera essenza della Sardegna, fatta di paesaggi mozzafiato, strade avventurose, e una cultura ricca e vibrante.

Non fermarti qui! La Sardegna ha ancora tanto da offrire. Esplora altre destinazioni in moto, dalle coste incantevoli alle montagne selvagge, e scopri il fascino di un’isola che sa sorprendere in ogni suo angolo. Leggi anche l’articolo Sardegna in moto: una settimana per scoprirla tutta.

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alleroL

Ho sempre scritto raccontando ciò che mi appassiona: dei cavalli prima dell'ippoterapia poi. Infine, riscopro la mia adolescenziale passione per le moto e nasce Teste di Casco. Inseguo solo ciò che mi appassiona!

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