Teste di Casco Cilento in moto

Cilento in moto: l’estremo sud della Campania

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Percorso da strade tortuose e silenziose, punteggiato da paesi di pochi abitanti e ricco di affacci panoramici, il Cilento in moto è esperienza entusiasmante.

Collocata nel sud della Campania, questa zona è nota per la sua natura prorompente. Il territorio è per lo più montuoso e conserva pressoché inalterati i suoi paesaggi selvaggi.

Zona protetta dall’istituzione del Parco Nazionale del Cilento e inserita nella Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera dall’UNESCO, questa subregione merita di essere esplorata in moto!

Itinerario nel Cilento in moto

Il Cilento si configura come un territorio aspramente montuoso. Strade meravigliosamente intricate lo attraversano da Nord a Sud e dall’interno fino alla costa.

Una costa meravigliosa, quella cilentana, caratterizzata da un paesaggio che alterna tratti di spiagge sabbiose, calette isolate, scogliere rocciose e colline verdi che si affacciano sul mare.

D’altra parte, la Costiera Cilentana è ben nota per le sue stupende località marinare come Agropoli, Santa Maria di Castellabate, Acciaroli, Palinuro, Sapri…

Meno si conosce, invece, l’interno, un po’ ostico da raggiungere e attraversare, ma che grazie a questo ha conservato la propria autenticità.

Nel nostro itinerario in moto nel Cilento ci prefiggiamo di esplorare questa porzione di Appennino Meridionale, partendo dall’entroterra fino a raggiungere la deliziosa zona costiera.

Percorso in moto nel Cilento

Il percorso che affrontiamo nel Cilento in moto è lungo circa 70km, comodamente percorribili in un giro di un giorno o come tappa di un tour nel Cilento di più giorni. 

Punto di partenza del nostro tour è il Vallo di Diano. Ci troviamo nel sud della Campania, al confine con la Basilicata, ovvero in quell’ampia pianura che fa da culla all’Autostrada A2 Salerno – Reggio Calabria.

Lasciamo l’autostrada all’uscita Padula e seguiamo le indicazioni per Buonabitacolo, in modo da percorrere la vecchia SP517. Questa provinciale, superato Buonabitacolo, inizia a contorcersi ai piedi delle montagne del Cilento, che subito si fanno imponenti. 

Siamo infatti ai piedi del Monte Cervati che, con i suoi 1899m s.l.m, è la vetta più elevata del Cilento, ma anche la seconda della Campania.

Percorsi 16 km siamo a Sanza. Da qui continuiamo sulla SP517 per raggiungere, dopo 12km, Caselle in Pittari. La strada scorre ormai nell’equivocabile scenario naturalistico cilentano: le piacevoli curve, costeggiano coltivazioni d’ulivo e fitti boschi, su uno sfondo montano.

La nostra successiva tappa è Morigerati, così da Caselle in Pittari svoltiamo sulla SP16 e poi sulla SP54c che si addentra nel territorio delle Grotte del Bussento. L’asfalto si fa strada tra le rocce e le curve e i tornanti si divincolano nel fitto bosco. Macinati appena 7km arriviamo a destinazione. Ma il bello deve ancora arrivare: superata Morigerati una serie di tornanti sinceri ci accompagnano sulla SP210.

Strada Provinciale SP54c per Morigerati
Strada Provinciale SP54c per Morigerati

I tracciato della provinciale 210 continua tortuoso, superando Sicilì e facendoci atterrare nuovamente sulla SP517. Ancora pochi chilometri e arriviamo a Torre Orsaia.

Ci aspetta la conquista di Roccagloriosa tramite la Strada Provinciale 19, che scorre morbida tra le colline e le coltivazioni d’ulivo.

Sulla SP17b, invece, iniziamo ad intravedere il Tirreno e le montagne che sembrano tuffarvisi a picco. Attraversiamo Acquavena e Bosco per raggiungere San Giovanni a Piro. 

Poi, a pochi chilometri dall’abitato ci concediamo uno spettacolo meraviglioso: seguendo la strada che conduce al  Santuario di Maria SS di Pietrasanta, un’insegna ci invita a raggiungere il Belvedere delle 4 Regioni. Così, superando pochi metri di sentiero lastricato e un facile sterrato, ci perdiamo nella veduta sull’infinito di Pianoro Cilandrea.

Il percorso poi termina nella deliziosa Scario, raggiungibile tramite la Strada Regionale 562, che scende tortuosamente al mare.

La TAB del giro in moto nel Cilento

Lunghezza
70 km
Durata
1 giorno
Partenza
Sanza
Arrivo
Scario
Strade
A2, uscita Padula SS517,  SP16, SP54c, SP210, SP19, SP17b, SR562
Tappe
Buonabitacolo, Sanza, Caselle in Pittari, Morigerati, Torre Orsaia, Roccagloriosa, Bosco, San Giovanni a Piro, Scario

La traccia GPX del Cilento in moto

Vi lasciamo il file zippato della traccia GPX per poter programmare l’itinerario sui vostri dispositivi GPS.

Traccia GPX

Scarica il file .zip, estrailo e caricalo sul tuo navigatore. La procedura dettagliata è spiegata 👉 QUI

Cosa vedere nel Cilento in moto

Descritto il percorso stradale nel Cilento,  non ci resta che delineare le varie tappe. Dunque illustriamo cosa vedere lungo questo itinerario nel Cilento in moto.

Il  Cilento si trova nella provincia di Salerno, nella porzione più meridionale della Campania. 

E’ quel settore dell’Appennino meridionale compreso fra i Monti Alburni, la grande conca del Vallo di Diano e la costa tirrenica.

Dominato dal gruppo del Monte Cervati, il Cilento rappresenta un sistema territoriale molto complesso. Accanto a un centinaio di chilometri di costa, che alterna meravigliose spiagge sabbiose a scogliere, grotte e promontori, troneggiano le vette delle Dolomiti del Mezzogiorno. Ovvero, un esteso complesso montuoso che in alcuni punti supera i 1.700 metri e caratterizza l’entroterra della regione.

Un territorio antichissimo, in cui numerosi sono gli insediamenti umani susseguitisi in varie epoche storiche. In una natura ricca di boschi, torrenti, canyon e affacci incredibili scopriamo aree archeologiche, eremi, castelli, santuari e monasteri.

I paesi abbarbicati sulle rocce e affacciati sul mare conservano, intatto, il fascino d’un tempo passato.

Tra queste montagne le strade sono piacevolmente tortuose. Il Cilento si configura come un intrico di strade da moto, o meglio da mototurismo, dove a curve e tornanti si uniscono affacci sull’infinito…

Il Cilento è un autentico scrigno di tesori: impossibile resistere al fascino della costa salernitana.

Inizia da Sanza questo giro nel Cilento in moto

Il nostro viaggio nel cuore del Cilento in moto prende il via da Sanza. Questo centro di 2500 abitanti sorge al confine sud-orientale del territorio cilentano. Stretto tra due imponenti montagne, il Monte Cervati da un lato (leggi anche Il Cervati in moto), con i suoi 1899m, e dall’altro il Monte Centaurino, che quota 1433m, dall’altro, ha rappresentato da sempre il centro di raccordo tra il Vallo di Diano e il Golfo di Policastro.

Insomma, Sanza rappresenta la porta settentrionale d’ingresso alle incantevoli bellezze naturali della valle del Bussento.

Visto dall’alto appare come un panettone, appollaiato su una collinetta a 550m s.l.d.m.. Il borgo, difatti, conserva una struttura tipica medievale, con le abitazioni raccolte intorno alla chiesa madre, che si dispongono in maniera concentrica seguendo le curve di livello del territorio.

In paese si possono ammirare:

  • splendidi portali e palazzi nobiliari;
  • la Chiesa di Santa Maria Assunta, che risale almeno al XIV sec.;
  • la chiesa di S. Francesco, datata 1609;
  • la torre medioevale, che rappresenta ciò che rimane della chiesa medioevale di San Martino;
  • il cippo di Pisacane: questo paesino infatti è tristemente noto per la tragica fine che vi trovò l’eroe risorgimentale Carlo Pisacane, il 2 luglio 1857.
  • La Cappella della Madonna della Neve edificata nel 1863, in cui è custodita la statua lignea della Vergine col Bambino e una altare marmoreo di pregio. Questa statua è nota anche Madonna del Cervati, il cui culto è molto sentito dagli abitanti della zona. Infatti, ogni anno, tra il 25 e il 26 di luglio, la Madonna è condotta in processione al Santuario della Modonna della Neve, posto nel punto più alto del Monte Cervati. Ne parliamo nell’articolo Il Cervati in moto: 17km di strade bianche nel Cilento.

Caselle in Pittari

L’itinerario nel Cilento in moto si addentra nel cuore del territorio, facendo tappa a Caselle in Pittari.

Questo paesino si arroccata su una collina sormontata da una torre di epoca medioevale. Un dedalo di vicoli impenetrabili, porta fin sulla ripida cima del paese. Con la moto ci si può arrivare, ma se siete in molti non troverete dove parcheggiare.

Noi siamo riusciti a raggiungere la Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, una deliziosa costruzione ecclesiastica risalente probabilmente al 1500.

Affrontando una ripida Salita, si può visitare la torre medioevale, da cui si gode di un bel panorama su Caselle e sulla lussureggiante natura del circondario.

Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo Caselle in Pittari Cilento in moto
Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, centro storico di Caselle in Pittari

Il paese è disseminato di altre numerose Cappelle appartenenti al XVI-XVII secolo e…. di ottimi ristoranti in cui mangiare i prelibati prodotti locali.

Possiamo raccomandare “La Pietra Azzurra” 🍝, un ristorante – pizzeria, in cui le antiche ricette tradizionali vengono riproposte utilizzando solo ingredienti stagionali e locali.

Morigerati, un must per il Cilento in moto

La strada che conduce a Morigerati è un incanto! E’, forse, il tratto più bello di questo itinerario in moto. L’asfalto si fa strada tra pareti rocciose, con un tracciato estroso, capace di entusiasmare tanto il mototurista che il pilota…

Il paesino di 600 anime è altrettanto delizioso. Un minuscolo abitato, di origine medioevale, si nasconde dietro la porta d’accesso, che ci introduce in un intrico di viuzze. Da non perdere!

Si raggiunge la Chiesa di San Domenico Martire, il cui spiazzo antistante rappresenta la Terrazza di Morigerati, un meraviglioso belvedere da cui ammirare tutto il paesaggio circostante.

Nel centro storico, tra le romantiche casette di pietra, si scorgono portali preziosi ed edifici di pregio, come il Palazzo Baronale.

Morigerati è inserito in un contesto naturalistico di pregio, tanto che nel 1985 nel suo territorio venne creata un’Oasi WWF. All’interno dei 607 ettari dell’Oasi si possono ammirare le Grotte del Bussento, in un percorso che parte proprio dal paesino. Una mulattiera lastricata in pietra scende fino alle grotte e da qui potrà percorrere il canyon scavato dal fiume, arrivando ad ammirare spettacolari rapide e cascate.

Roccagloriosa, borgo e area archeologica

Il nostro giro del Cilento in moto fa tappa Roccagloriosa, un borgo di 1500 abitanti, in cui si respira una storia millenaria. A questi luoghi si legano le vicende degli antichi Lucani, popolazione italica che visse tra Cilento e Basilicata nei sec. V e III a.C.

Il Sito Archeologico di Roccagloriosa apre dal 15 giugno a 15 settembre (poi su prenotazione 0974 981113; 2€).

Invece, in paese sono stati allestiti due antiquaria in cui si possono ammirare i reperti rinvenuti nell’area. Nella quattrocentesca Chiesa di Santa Maria ad Martyres (Via Borgo S.Antonio) è allestito il Museo “Antonella Fiammenghi”, dove sono esposti alcuni corredi funerari con gioielli e armi metalliche, vasellame in bronzo e terracotta. In Piazza del Popolo, in un altro piccolo spazio museale, spiccano i grandi vasi dipinti scoperti nelle tombe monumentali.

La tradizione popolare narra che il paese fu distrutto ben sette volte, per essere poi ricostruito attorno al Castello.

Difatti a Roccagloriosa possiamo visitare:

  • i ruderi del castello, nella parte più alta del paese, di epoca normanna (XII sec), con una grande torre squadrata e le mura di cinta;
  • accanto al castello sorge la Cappella della Vergine Gloriosa, da cui deriva il nome del paese;
  • nel centro storico è ubicata la Chiesa di S. Giovanni Battista, fondata nel 1101 e poi ricostruita nel 1520.

Il paesino vanta altre piccole chiese e alcuni palazzi gentilizi, segno dell’importanza strategica che rivestì nei secoli. Da Roccagloriosa, infatti, si dominano le vallate dei fiumi Mingardo e Bussento, con una veduta sul massiccio del Monte Bulgheria, che giace isolato come una “leonessa addormentata”.

Bosco, il “paese della libertà”

L’itinerario in moto nel Cilento attraversa Bosco piccola frazione di San Giovani a Piro, che tuttavia presenta un animo “ribelle”. Scopriamo che questo piccolo borgo fu protagonista dei Moti del Cilento del 1828 e qui si consumo una feroce repressione da parte del potere borbonico.

Il forte spirito libertario di Bosco stupirono il pittore José Garcia Ortega, allievo di Picasso, che lo scelse come il proprio paese dell’anima. Ortega visse qui gli ultimi vent’anni della sua vita, lasciandovi un ricco patrimonio pittorico.

Di fatti il biglietto da visita del borgo di Bosco, è la “Guernica cilentana”. Si tratta di un murales in maioliche, in cui il “Pintor” rappresenta quei giorni di rivoluzionari. Lo scroscio sotterraneo delle acque della sorgente Sambuco, che sgorga immediatamente al disotto del monumento, fa da sottofondo al monumento.

le opere di Ortega a Bosco

La casa-laboratorio di Ortega è oggi un museo che raccoglie una varietà di opere d’arte, ma che stupisce per cura dei dettagli, delle scelte cromatiche e per la singolarità degli arredi. (Ingresso €5)

Piazza Ortega, adiacente all’abitazione del pittore spagnolo, è un formidabile Belvedere da cui si ammira un ampio panorama sulla costa cilentana e oltre.

Accanto c’è la Chiesa di San Nicola, che rappresenta il nucleo originario di questo borgo. E’ qui che i monaci italo-greci istituirono il loro cenobio dando vita a Bosco. La cittadina fu totalmente distrutta dalle rappresaglie dei Borboni durante i Moti Cilentani e dunque rimangono dell’antico monastero solo due cimeli storici: un battistero datato 1545 in selce gialla e un’acquasantiera del 1650.

Un posticino dove gustare pasta fatta in casa, specialità a base di carne locale e pesce fresco, ma anche squisiti dessert prodotti sul posto è il ristorante “La Locanda Romeo” 🍝.

San Giovanni a Piro e il Pianoro di Ciolandrea

San Giovanni a Piro lo possiamo definire un “borgo panoramico”. Incastonato ai piedi del dolomitico Monte Bulgheria, a 600m s.l.m., ha davanti a sé una folgorante veduta sul Golfo di Policasto. La strada per raggiungerlo, il Pianoro di Ciolandrea e il Santuario Maria SS di Pietrasanta rappresentano palcoscenici incredibili sul patrimonio paesaggistico di questo territorio.

Cosa vedere a San Giovanni a Piro?

  • L’antico borgo è incantevole e caratteristico. Le stradine lastricate lasciano scoprire vicoli senza tempo, che si dipanano intorno alla Chiesa di San Pietro Apostolo.
  • All’ingresso di San Giovanni a Piro è custodito con orgoglio ciò che resta del complesso di San Giovanni Battista, fondato nel 990 dai monaci bizantini.
  • Superato il borgo, si scorge sospeso su un costone roccioso, tra la fitta vegetazione, il bellissimo Santuario Maria SS di Pietrasanta. Costruito anch’esso dai bizantini, risale al 1200.
Santuario di Maria Santissima di Pietrasanta Teste di Casco
Santuario di Santa Maria Santissima si Pietrasanta a San Giovanni a Piro

Il Pianoro di Ciolandrea, ovvero la Terrazza di San Giovanni a Piro, è un belvedere stratosferico! Si colloca a circa 600m d’altezza, quasi a strapiombo sul mare, appena fuori dal borgo.

Il panorama è mozzafiato, con il suo affaccio diretto sul Golfo di Policastro e sulla Costa della Masseta. Lo sguardo però si estende su ben 4 regioni: oltre alla Campania, si ammira la Basilicata, di cui si individua il Cristo di Maratea, la Calabria, ma anche, nelle giornate di aria tersa, l’arcipelago siciliano delle Isole Eolie. Un paesaggio immenso!

Alcuni ripidi sentieri consentono di scendere fin sulla costa. A pochissima distanza, percorrendo una salitina sterrata, c’è la BigBanch#307 San Giovanni a Piro, da cui il panorama assume una nuova prospettiva. (Raggiungibile a piedi dal Pianoto di Ciolandrea)

Raggiungere Scario in moto

Il nostro itinerario nel Cilento in moto termina a Scario. Scendendo da San Giovanni a Piro lo si ammira dall’alto.

Scario è un borgo marinaro incantevole, raccolto e accogliente.Una piccola bomboniera situata all’estremo sud del territorio del Cilento e all’inizio del meraviglioso Golfo di Policastro.

Raggiungiamo il lungomare dove, in bassa stagione, le moto trovano facilmente parcheggio 🅿️ al porticciolo.

Itinerario Cilento in moto
Il lungomare di Scario

La Chiesa dell’Immacolata, con il suo particolare campanile con l’orologio, apre la promenade. Il borgo è costituito da palazzetti storici in pietra e dai colori pastello, che sono tutt’uno con la cappella dedicata alla santa protettrice.

Le barche in perpetuo movimento, i ristorantini di pesce e le coloratissime boutique animano la piazzetta. Il gelato è buonissimo al bar “L’Oasi”, ma l’accoglienza e la gentilezza contraddistinguono l’animo di questa popolazione.

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alleroL

Ho sempre scritto raccontando ciò che mi appassiona: dei cavalli prima dell'ippoterapia poi. Infine, riscopro la mia adolescenziale passione per le moto e nasce Teste di Casco. Inseguo solo ciò che mi appassiona!

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